Bussia - ArnaldoRivera
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Bussia

Monforte d'Alba

CARATTERIZZAZIONE GEOPEDOLOGICA E INQUADRAMENTO CLIMATICO

 

Substrato geologico: MARNE DI SANT’AGATA FOSSILI in transizione su ARNENARIE DI DIANO; Età 9 milioni di anni (TORTONIANO).
Il cru Bussia è uno dei più ampi della zona del Barolo arrivando a sfiorare i 300 ettari. I vigneti che vengono vinificati in questo caso si trovano nella parte più alta di Bussia: Sant’Eligio, Visette e, dal 2018, Bussia Soprana (Borgata Gabutti). In questa zona le Marne di Sant’Agata si intrecciano con le Arenarie di Diano e i vigneti risultano quindi impostati su una zona di contatto tra le due formazioni, anche se la componente marnosa prevale nettamente.

 

Suolo: BIANCO, FRANCO-LIMOSO-SABBIOSO, CON SCHELETRO, MEDIAMENTE CALCAREO, GIOVANE.
Il suolo manifesta il contatto tra le due formazioni. La marna rappresenta la parte maggiore mentre le arenarie sono subordinate e la loro presenza è manifestata dai non rari ciottoli della dimensione massima di qualche centimetro e dal contenuto di sabbia abbastanza elevato rispetto a suoli esclusivamente marnosi. La presenza delle arenarie influisce anche sul contenuto di calcare attivo che qui risulta sensibilmente più basso. Il colore è chiaro, indice di terreno giovane che non ha risentito di evoluzione. La profondità è bassa, dovuta alle condizioni di versante che non concedono accumuli di terreno. Tutte queste caratteristiche condurrebbero a pensare a vigneti piuttosto “magri”, ma in quest’area non è così. Infatti il contenuto di calcare attivo non elevato non limita l’assorbimento di nutrienti da parte della vite che può svilupparsi con una certa “comodità”.

 

Clima e inquadramento topografico: esposizione SUD-OVEST; quota 370 – 410 m slm; pendenza 20% circa.
I vigneti si collocano in due distinti areali. Una prima parte si trova nel versante ovest della dorsale di Monforte, prossimi alla scarpata arenacea che contorna la strada verso Castiglione Falletto. La prossimità alle arenarie ha un importante significato per l’ecologia della vite. Le rocce costituite da bancate sabbiose risultano molto permeabili all’acqua che può infiltrarsi in profondità. Essa raggiunge così il contatto con le marne che si trovano a giacere al di sotto. Le marne sono molto più impermeabili rispetto alle arenarie e così si crea una falda acquifera che genera numerose sorgenti. Un esempio è la fontana di Sant’Eligio prossima ai nostri vigneti. Così le viti che si sviluppano nell’area di contatto tra le due formazioni non soffrono quasi mai di siccità anche nelle fasi più asciutte. La quota piuttosto elevata caratterizza bene i vigneti in oggetto rispetto al resto della zona di Bussia. Il clima risulta quindi piuttosto fresco nella fase estiva e meno freddo durante le fasi di inversione termica invernali. L’esposizione rivolta a Ovest garantisce comunque un sufficiente apporto di luce e calore per arrivare ad una maturazione ottimale.

La seconda zona è adiacente alla borgata Gabutti. Qui il contesto è della Bussia più classica, con una quota di 370 m e un’esposizione verso sud-ovest, mentre il suolo è lo stesso dei vigneti più in quota. Il microclima in questa parte risulta quindi più caldo e la disponibilità idrica è minore, non essendo più le vigne prossime alle bancate di arenarie ma situate verso la sommità della collina.

 

A cura di Edmondo Bonelli, naturalista